“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, tanto quelle giuste quanto quelle sbagliate, sono più potenti di quanto comunemente si creda. In realtà il mondo è governato da poco altro. Gli uomini pratici, che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale, sono generalmente schiavi di qualche economista defunto.” Keynes, Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta (1936)
Cosa c’è di meglio che iniziare con una citazione di Keynes? Penso che queste parole riassumano un pò il senso che per me ha questo blog. Un ponte tra accademia e il mondo reale. Studenti di ‘scienze’ economiche che cercano di applicare l’enorme quantità di teorie studiate nel corso di molti, forse troppi, anni. Teorie che spesso sembrano insulse e che così rimangono se vengono usate al massimo per prendere un buon voto all’esame. Come dice il buon Keynes però, la loro importanza è spesso sottovalutata e subdolamente guidano i discorsi dell’Oscar Giannino o dell’Enrico Letta di turno.
L’accademia ha preso ormai da anni una brutta strada. Migliaia di matematici autistici hanno ormai invaso i migliori dipartimenti di economia e cercano di spacciare virtuosismi matematici per teorie economiche. Chi studia o ha studiato economia all’università trova sempre più difficile dare un senso a queste teorie. Nonostante ciò, la passione è rimasta e vogliamo parlare di ambiente, lavoro, inflazione, finanza, debito pubblico, relazioni sociali, sviluppo, ecc. in un modo più a contatto con la reltà. Per questo, non c’è cosa migliore che aprire un blog.
Cosa c’è di meglio che iniziare con una citazione di Keynes? Penso che queste parole riassumano un pò il senso che per me ha questo blog. Un ponte tra accademia e il mondo reale. Studenti di ‘scienze’ economiche che cercano di applicare l’enorme quantità di teorie studiate nel corso di molti, forse troppi, anni. Teorie che spesso sembrano insulse e che così rimangono se vengono usate al massimo per prendere un buon voto all’esame. Come dice il buon Keynes però, la loro importanza è spesso sottovalutata e subdolamente guidano i discorsi dell’Oscar Giannino o dell’Enrico Letta di turno.
L’accademia ha preso ormai da anni una brutta strada. Migliaia di matematici autistici hanno ormai invaso i migliori dipartimenti di economia e cercano di spacciare virtuosismi matematici per teorie economiche. Chi studia o ha studiato economia all’università trova sempre più difficile dare un senso a queste teorie. Nonostante ciò, la passione è rimasta e vogliamo parlare di ambiente, lavoro, inflazione, finanza, debito pubblico, relazioni sociali, sviluppo, ecc. in un modo più a contatto con la reltà. Per questo, non c’è cosa migliore che aprire un blog.
Mi sembra un bel modo d'inaugurare un blog.
RispondiEliminaDiciamo che condivido in pieno ogni punto tranne li citazione stessa: siamo sicuri di non essere noi gli schiavi degli uomini pratici? E se anche la citazione vedesse giusto, vorrebbe dire che gli economisti arrivano sempre tardi (beh, forse 'defunto' implica molto, molto tardi). Non lo so, stiamo lentamente uscendo da un bel crack e mi sembra che i problemi alla base fossero piuttosto semplici, se analizzati in termini di teoria economica (o spesso, di semplice logica); e anche in questo caso la voce degli (seppur pochi) economisti non ha destato troppa attenzione. Se c'è mai stato un ponte VERO fra accademia economica e realtà oggi mi sembra più 'deprezzato' che mai, passatemi il termine. Spero che queste discussioni ci portino a capire che questo dipende dalle nostre menti, e che gli anni passati insieme ci abbiano quantomeno consegnato i giusti strumenti.
E bravo Mr.Kurtz...
RispondiEliminaMi sto sempre più accorgendo di come la "New-Economics" sia un mondo distante dal mio. Sarà perchè mi sembra giusto il tuo discorso o sarà perchè semplicemente sono più portato alla raccolta di funghi che alla ricerca di soluzioni di fantastici sistemi lineari volti a spiegare la dinamica di un broker razionale che si informa da irrazionale mentre mangia un panino cantando "Oh Susanna"..Mah!Ad ogni modo sottoscrivo il primo Post. Spero a presto un mio piccolo "posticino" su quello che ho in mente ora..
Non ne faccio un post perché, più che snocciolare conoscenze, vorrei continuare con il topic di questo intervento, sulla crisi finanziaria Non si poteva evitare, o quantomeno, affrontare?
RispondiEliminaQui a Cork non si riesce ad approfondire molte cose, vuoi che a livello di difficoltà qui l'undergraduate mi sembra molto più terra terra che da noi, vuoi perché Economics "pura" non è uno dei corsi su cui si punta... Ma ho avuto la fortuna di frequentare un buon corso di "Macrofinanza" e di leggere recenti papers sulla crisi (scritti fra 2008 e 2009): bene il quadro che ne esce è un po' inquietante, non tanto per la "magnitudo" della crisi, quanto per le cause che, al di là del "grilletto" dei subprime mortgages, hanno portato alla situazione attuale. Spero di pubblicare a breve un riassunto delle dinamiche e possibili cause del patatrac finanziario. Intanto vi lascio con questa riflessione di Krugman (che ho letto pubblicata su FB da Eni), che mi sembra attinente al discorso proposto!
http://www.nytimes.com/2010/02/01/opinion/01krugman.html
Gabri