sabato 13 marzo 2010

la teoria della crescita è finita

un post sempliciotto della disperazione e dello sfogo
devo fare la tesi in crescita e sviluppo, leggo papers su papers da settimane e non cavo una mazza dal buco.tutti gli articoli si dividono in macro categorie:
è importante il progresso tecnologico(geniale) favorito dalla concorrenza o forse no, dipende, non sempre, a seconda dei casi, la regressione è sbagliata.
è importante il capitale umano(geniale) che si accumula a seconda del livello di eguaglianza, ma non sempre, forse no, dipende dal paese, con le esternalità positive, ma non sempre, forse no la regressione è sbagliata, contesto storico.
sono importanti le istituzioni(geniale), ma quali, ma che vuol dire, ma forse no, dipende contesto storico, i cinesi, i proprietari terrieri, quel tizio ha usato i miei dati e li ha taroccati(angus maddison su oded galor).
e l'ultima frontiera:è importante il capitale sociale(geniale), ma che cazzo è, forse no, i russi, la sicilia, il confucianesimo, non è misurabile, la regressione è sbagliata.
orgoglioso di aver introdotto nel blog le parole "cazzo" e "confucianesimo"(per molti inimamente legate), e della stupidità di questo post, vi saluto.
se vi capita o vi è già capitato di leggere qualcosa di interessante in materia di crescita, vi prego fatemelo sapere.

ODIO DARON ACEMOGLU

9 commenti:

  1. Ma ti lamenti? La teoria della crescità è il campo dove puoi far volare la fantasia.
    Il contributo dei noodles nella crescita asiatica. Il rompere dei piatti durante il sirtaki come determinante della bassa crescita della grecia. L'industria del porno e il boom negli anni '90 negli USA. L'effetto lassativo dei fagioli nella crescita del Brasile.
    E così via.

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  2. ma magari ci fossero cose così fantasiose!
    invece ancora oggi, nell'anno domini 2010, alla frontiera della ricerca teorica le brillanti intuizioni sono:
    -gli incentivi effettivamente incentivano(altri autori ritengono altresì che sono i disincentivi che disincentivano)
    -un uomo con una maggiore dotazione di competenze è effettivamente più competente
    -uno stato guidato da un tiranno spietato ha maggiori probabilità di essere tirannegiato
    -un opulento latifondista non ha interesse a che il suo bracciante diventi un ricercatore di astrofisica a sue spese
    ..quando la tautologia diventa scienza, grazie anche ad un armamentario matematico che è volto ad impedire ad ogni essere umano che attribuisca valore al proprio tempo di leggersi il paper.

    p.s. aagli economisti rampanti consiglio la visione del film: "l'ospite inatteso"
    storia di un professore di economia americano che molla tutto e finisce per suonare i bonghi alla metropolitana di new york.

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  3. la giustificazione di quei paper sta nella domanda: sì, ma quanto? quindi STATA e olio di gomito.
    P.S.: bella foto

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  4. non sono così sicuro, claudio..
    sarà perchè assisto al disfacimento psico fisico del disperato ale, che ormai è un automa che scorre paper all day long con espressione semi-inebetita :), sarà perchè anch'io mi ritrovo a ridere e a volte piangere per le brillanti conlcusioni di geniali economisti (lo sapevi che il livello di capitale umano a seattle è positivamente correlato alla partecipazione politica sull'altra costa degli us??) o per gli efficaci strumenti d'indagine utilizzati (cosa c'è di meglio per rilevare i livelli di corruzione in un Paese di un questionario? "lei è corrotto o preferisce corrompere??" questionario semmai fatto da un'agenzia di rating che vende le sue valutazioni ad agenti interessati ad investire in quel paese...e guarda caso i paesi con meno corruzione risultano avere una maggior crescita trainata dagli... investimenti!!!!!!!!)
    si sul serio, la tautologia fatta scienza...
    senza considerare che spesso quel quanto non ha alcun senso chiederselo: regressori correlati, econometricamente endogeni, significatività da cercare negli anfratti del silenzio della ragione.

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  5. struzzo,, nn so quanto ti possa essere d'aiuto ma per la mia tesi sempliciotta della triennale in crescita e sviluppo ho fatto gran riferimento al Growth Report della Banca Mondiale. Il titolo del report e' "Growth Report: Strategies for Sustained Growth and inclusive development" della Commission on Growth and Development (presieduta da Michael Spence, e' pubblicata sotto la benedizione di Bob Solow,))).. si trova nella pagina web della banca mondiale

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Cercavo di non fare il disfattista...in fondo non mi sono mai dedicato all'economia della crescita perché mi sembrava anche a me il regno della tautologia. Preferisco i business cycles ;-)

    Comunque l'altra settimana sul FT c'era un articolo che parlava di uno studente PhD dell'MIT la cui ricerca è stimare la differenza di reddito dovuta a vivere a nord o a sud di una certa latitudine in una regione africana.

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  8. ...non ho visto il film consigliato ma non so se per puro caso o per positiva correlazione negli ultimi mesi ho pensato seriamente di mandare a puttane tutto e vendere cocktails nelle isole Vanuatu.
    Ho trovato anche una somiglianza tra quello che dite e le digressioni di Michio Kaku riguardo gli stadi di sviluppo dell'umanità (siamo allo zero purtroppo) e la possibilità di una nocciolina di poter regnare come presidente della Galassia in una qualche dimensione diversa da quella in cui finisce tritata sotto un pesante molare. Ma lui è un fisico teorico. Di quelli che scoprono nuove equazioni lunghe lunghe che cercano di spiegare l'undicesima dimensione. Lui può! Noi?
    Noi dobbiamo spiegare la realtà. Una realtà complessa non modellizzabile e nemmeno così spiegabile a grandi linee sembrerebbe.
    Bisogna diventare premi Nobel per poter girare per LSE o Harvard e gridare ridendo di gusto che non si ha la minima idea di come cacchio si prevede l'uscita e la ripresa dall'ultima crisi (P.K).
    Che sconforto. A volte penso che davvero debba andare ad analizzare i "neuroni specchio" dei macachi. Almeno ti levi le piccole soddisfazioni.

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  9. Io concordo appieno, per questo ho preso una deriva storica, abbandonando (ma non sempre) le teorie per concentrarmi sui dati e sui 'fatti'. Però, nonostante la mia tesi specialistica si sviluppi in prospettiva storica, un accenno alle teorie della crescita lo si deve fare... e qui,ancora e più che mai, concordo con la critica mossa dal nostro pazzo preferito. Sono veramente cose che fanno cadere le braccia. Cavolo si parla di gente che fa la fame nei paesi in via di sviluppo(lo so è una considerazione da terza elementare, ma in un post del genre TORNIAMO per favore alla terza elementare per un attimo) e noi stiamo decine di giorni, in modo del tutto sterile, a capire come mai una 'A' si trasforma in un tasso che DEVE far tornare tutto!

    E poi "i tassi, le pagano le tasse?
    O ci fanno solo all'amore?" (cit.)

    Ciao ragazzi, in bocca al lupo con i vostri lavori. E ricordatevi comunque che, nel nostro piccolo, se qualcosa non ci piace possiamo almeno dirlo, l'importante è non avere (troppa) paura delle critiche! Io nel momento in cui stavo per mandare a quel paese l'economics ho esternato questo mio 'disagio' e sento di esser stato 'compreso', alla fine.

    e forse c'è ancora spazio per la ragione e non per la SOLA matematica.

    Un salutone!

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