piccolo post senza pretese e di serietà marginale.
www.sfu.ca/~akaraiva/gk_jde.pdf
Gli autori considerano un modello con beni pubblici per mostrare un risultato apprentemente paradossale: un incremento nel salario ha conseguenze negative sull'utilità dell'individuo.
Il modello è estremamente semplice:
- economia con 2 beni, un bene pubblico e un bene privato.
- ogni individuo ha funzione d'utilità dipendente da 1. consumo del bene privato 2. quantità totale del bene pubblico nell'economia
- possiede un'unità di tempo da allocare tra lavoro sul mercato del bene privato, retribuita al salario w, e lavoro per la produzione del bene pubblico (supposta non retribuita perchè rileva solo il diferenziale tra i due salari)
- l'ammontare totale di bene pubblico è funzione della somma delle ore dedicate alla sua produzione da ogni individuo nell'economia.
- non c'è cooperazione, si raggiunge un equilibrio di Nash in strategie simmetriche in cui tutti gli individui dedicano una quota y del loro tempo alla produzione del bene pubblico.
E' facile mostrare come un incremento del salario, posto che il salario iniziale sia in un certo range molto basso, possa incidere negativamente sul livello di benessere dell'individuo via riduzione della quantità totale di bene pubblico nell'economia. in particolare:
- il segno della variazione della quantità totale del bene pubblico risulta essere dipendente dall'avversione relativa al rischio à la Arrow-Pratt:
1. se RRA>1 la quantità totale del bene pubblico è crescente nel salario
2. se RRA<1 è decrescente nel salario
la logica dietro è semplicemente basata su effetto reddito vs effetto sostituzione:
1. se RRA>1 prevale l'effetto reddito, qunidi al crescere di w riduco le ore di lavoro, e dedico più tempo alla produzione di bene pubblico: la quantità totale di bene pubblio aumenta, tutti più felici.
2. se RRA<1 prevale effetto sostituzione, all'aumentare di w lavoro di più, dedico meno tempo alla produzione del bene pubblico.
Il secondo caso è suscettibile di provocare riduzioni dell'utilità se l'individuo non riesce a compensare la disutilità da minore disponibilità di bene pubblico col maggior consumo di bene privato grazie al maggior salario, e questo si verifica se il livello iniziale di salario è sufficientemente basso.
La giustificazione è basata sul free-riding, gli individui non internalizzano il costo derivante dal ridurre la produzione di bene pubblico.
Strumenti quindi estremamente semplici..
(l'impianto mi ricorda un po' quello alla base della crescita NEG)
Gli autori fanno notare come tale modello sia adattabile a economie in via di sviluppo, caratterizzate da salari molto bassi, e mostrano anche come l'incremento della popolazione, posto che già ci si trovi nell'"intervallo maledetto" peggiori ulteriormente la situazione incrementando l'effetto "perverso" di un incremento del salario sull'utilità, quindi tale modello giustificherebbe anche il "controllo delle nascite".
E soprattutto giustificherebbe una politica di salari bassi, o di forte tassazione del lavoro..che non mi sembra, in prima facie, la scelta migliore per un Paese in via di sviluppo, sull'efficacia delle cui istituzioni (quindi sulla profittevole reimpiego di questa tassazione) ho molti dubbi..
In ogni caso, al di là della piccola critica l'idea che mi era venuta era questa:
- assumiamo anzitutto che abbiate retto fin ora, sopportando la noia del modello. :)
- consideriamo poi che nell'economia non ci sia un solo mercato del lavoro, ma ci siano vari mercati, con diversi salari d'equilibrio, ovviamente ordinabili in senso crescente.
- ci saranno dunque dei salari che cadono nell'"intervallo maledetto", in cui si ha l'effetto perverso di un incremento del salario sull'utilità, e altri che saranno al di sopra di questo range minimo, dove gli individui saranno in grado di sostituire consumo di bene privato al bene pubblico.
- supponiamo che i salari al di sopra dell'"intervallo maledetto" aumentino:
1. i "lavoratori di prima classe" produrranno meno bene pubblico, e lo sostituiranno con consumo privato, la loro utilità non ne risentirà
2. i "lavoratori di seconda classe" si vedranno ridurre l'utilità a causa della riduzione di bene pubblico. Cercheranno di compensarlo con un extra consumo di bene privato, quindi investiranno più tempo sul mercato del lavoro per finanziare questo extra consumo.
3. si avrà dunque un'ulteriore riduzione di bene pubblico, visto che anche i lavoratori di seconda classe sottraggono tempo alla sua produzione.
4. questo provoca un'effetto negativo sull'utilità anche dei lavoratori di prima classe, con possibilità che vada a vanificare l'effetto positivo avuto in fase 1 da maggior consumo di bene privato.
5. al crescere dei differenziali salariali tra le "classi lavoratrici" (cosa che trovo abbia qualche risontro nella realtà) l'effetto sull'economia sarebbe sempre più deleterio
6. inoltre la crescente necessità di sostituire bene pubblico con bene privato potrebbe creare una crescente offerta di lavoro, che alla lunga potrebbe portare ad una riduzione dei salari tale da far cadere anche i lavoratori di "prima classe" nella trappola dell'"intervallo maledetto". (questa l'ho buttata un po' lì.... :) )
ah suggerimento per ale: a me fa venire in mente le trappole della povertà, ti fa venire qlk idea??
scusate per il livello miserrimo del post, ma arrivo tardi....marginalmente poco incisivo :))))
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1. nella realtà la tassazione è progressiva
RispondiElimina2. nella realtà il contributo per produrre il bene pubblico è funzione crescente dei salari. Al che si potrebbe rispondere che quel che conta è la distribuzione del reddito tra capitale e lavoro (e come dici tu, livelli di reddito) e la crescita del PIL. Mi pare che questo modellino non sia utile al riguardo.
Perdonami, ma questi modellini statici e iperstilizzati dovrebbero aver smesso di farli tempo fa. Forse c'è qualcosa di meglio per lo stesso argomento (spero).
Distinti saluti.
ovviamente lo dico nel caso tu lo voglia usare per la tesi!
RispondiEliminasi ovviamente qui sono lump sum taxes
RispondiEliminae concordo pienamente con te nel dire che qst modellini non dovrebbero più farli..eppure qst era un paper del 2006... (!!)
in ogni caso il paper dovevo studiarlo, e ho pensato di giocarci un po..
era solo un esercizio, come dicevo già nel titolo, e non intendo assolutamente fare la tesi su argomenti così marginali(sti) :)
mi interessava solo la coerenza interna del modello, non la sua capacità descrittiva (tendezialmente nulla)
tra l'altro mi sembra che nell'ambito public economics il livello sia questo..
nella realta' la tassazione nn e' sempre progressiva. ci sn molti paesi, tra i quali molti considerati come in via di sviluppo che usano un sistema di flat tax.
RispondiElimina