Interessante dal punto di vista "Economico" e sociale...un po' inquietante anche.
Credo che si possa definire un esempio da manuale. Il valore dell'oggetto da cosa è dato?
Propongo una divisione tra "qualità oggettiva" e valore relativo. In particolare gli oggetti che desideriamo sembrano avere un valore quasi oggettivo, dato dalla qualità della creazione e oggettiva funzione, ed un valore "posizionale" ovvero in relazione a quello che la società ci indica come desiderabile.
Così quando per certe categorie di beni la seconda parte gioca il ruolo più importante, la dinamica del desiderio sembra divergere fino al "paradosso" (livello irrazionale per il buonsenso della società).
Sarebbe interessante studiare la convenienza o meno dei produttori nel giocare con la classica leva del prezzo. In particolare credo (sparo un'affermazione) che convenga al produttore creare queste spirali di desiderio se si considerano più periodi.
Creare il desiderio "folle" oggi potrebbe essere strategicamente ottimale in vista delle preferenze dei consumatori future.
Rimanere nella stessa categoria di consumatori (non aumentare il prezzo in risposta all'eccessiva domanda) ed instaurare una spirale di desiderio del genere potrebbe fruttare maggiori profitti grazie all'effetto della migliore posizione "relativa" del prodotto in quella categoria.
Amen
Nessun commento:
Posta un commento