giovedì 26 gennaio 2012
mercoledì 7 dicembre 2011
Diritti d'autore
Fatto sta che io sto lavorando, quindi non ho niente da fare. E non saprei dove altro postare questa roba. La tematica è il diritto d'autore (stiamo quindi parlando di opere d'arte), in cui mi imbatto spesse volte. Ora io sinceramente penso che il diritto d'autore sia qualcosa che non deve esistere e che non vada tutelato o almeno non nel modo in cui è tutelato oggi. Sto cercando gruppi di persone, movimenti, pensatori che condividano questa cosa, ma mi sembra che siano introvabili. Ora, noi siamo liberali. O almeno spero che sia così...avendo avuto un'educazione marxista-leninista alla facoltà di economia di Siena non potremmo che essere liberali. Io capisco che ci stanno simpatici gli artisti, i musicisti, i teatranti e i cazzoni in generale poichè spesso sono alcolizzati cronici, proprio come noi. Ma noi dovremmo cercare di promuovere la diffusione dell'arte e la socialità che l'arte può promuovere. Per esperienza personale, il pagamento dei diritti alla S.I.A.E (Società italiana degli autori ed editori) è il maggior motivo di stroncamento delle iniziative di concerti di musica dal vivo. Io trovo questo fatto sconcertante. Non solo, sto organizzando un spettacolo di beneficenza a teatro, uno dei tanti caratteristici storici teatrini italiani, piccolissimo e di una bellezza struggente. Questi teatri hanno capienze molto limitate e il pagamento dei diritti S.I.A.E. è uno dei fattori che concorrono ad ammazzare la stagione teatrale, nei piccoli comuni dove ciò potrebbe rappresentare un momento sociale importantissimo. Il dover pagare il diritto d'autore non incentiva a produrre opere originali, quello che fa nella realtà è stroncare sul nascere la maggior parte degli eventi artistici possibili di esibizione al pubblico, nei locali, nelle piazze, nei teatri...rendendo morta la vita delle città, soprattutto quelle più piccole, i paesi e le città di provincià, che sono quelle che più necessitano di stimoli in tal senso. Ora io penso che dovrebbe cambiare il modo di vedere i prodotti artistici. Scrivere una canzone, un'opera teatrale, una poesia un racconto, è qualcosa di bello se quel qualcosa viene donato alla collettività. Noi non ci dobbiamo preoccupare della vita degli artisti, l'artista non è una professione che dobbiamo preoccuparci di salvaguardare. Sono le rappresentazioni artistiche nella comunità ciò che dobbiamo salvaguardare, e la vita delle città. La mia idea è che in ogni rappresentazione al pubblico non originale (musicale, teatrale, etc..), vi sia solamente un obbligo di citazione degli artisti che hanno prodotto l'opera, pena una multa per ogni riferimento non citato. In sostanza: voglio mettere su un movimento per fare abolire il pagamento del diritto d'autore nelle rappresentazioni al pubblico e, sì, c'è conflitto d'interesse. Nessuno leggerà mai questa cosa, ma intanto ho passato una mezzoretta di lavoro. Ciao, belli e belle!
giovedì 24 febbraio 2011
Steve Jobs-Letter to customers
To all iPhone customers:
venerdì 24 dicembre 2010
Proposta per le vacanze
giovedì 16 dicembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
Le donne reggono il mondo
Finiti gli esami, concluse le vacanze ed il meritato riposo estivo, in procinto di ricominciare master, dottorati, ricerche, corsi universitari ecc...vorrei augurare a tutti voi un buon nuovo inizio suggerendovi un libro che sto leggendo, che forse alcuni di voi già conoscono e davanti al quale probabilmente altri storceranno il naso, ma che mi sembra uno spunto molto interessante per provare a guardare con occhi diversi e iniziare a ripensare il modo di studiare l'economia che ci hanno finora insegnato all'università e sulle c.d. "riviste scientifiche"
Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l'economia
a cura di Elena Sisti e Beatrice Costa
ed. Altreconomia
Buona lettura a tutti gli uomini (che, credo, siano in maggioranza anche in questo blog!), perchè non perdano di vista il lato "femminile" dell'economia, e a tutte le donne, perchè non si arrendano nel valorizzarlo."Le donne reggono il mondo. Lavorano più degli uomini, si fanno carico del
“welfare domestico” quotidiano, gestiscono l’economia e il denaro con più
lungimiranza, in situazioni di crisi, in casa o nella propria azienda. Eppure in
tutto il mondo guadagnano meno e sono meno rappresentate nelle istituzioni, nei
Parlamenti e nei consigli d’amministrazione delle imprese. Queste pagine sono un
punto di vista, diverso e plurale, per comprendere i motivi di tali
diseguaglianze e “cucinare” un futuro diverso. 12 conversazioni per dare voce
alle intuizioni di esperte e studiose le cui opinioni spesso si perdono tra
quelle gridate degli uomini e che raccontano un’altra economia, fatta non solo
di profitti, ma di relazioni, di cura delle intuizioni, di attenzione alle
prossime generazioni. L’economia, il welfare, il lavoro, le leggi e la tutela
dei diritti, l’accesso al cibo, i cambiamenti climatici, l’urbanistica in una
prospettiva di genere e nelle parole di Simona Beretta, Marina Terragni, Ann
Pettifor, Monica D’Ascenzo, Manuela Naldini, Francesca Bettio, Paola Villa,
Beatrice Costa, Liana Ricci, Silvia Macchi e Stefania Scarponi".