giovedì 26 gennaio 2012

"Spingere le nazioni europee a immettere il concetto di pareggio di bilancio all'interno del propria costituzione come vogliono fare così almeno sembra- in Spagna, Italia e Irlanda è un vero golpe e i cittadini devono essere informati. E' un loro diritto. Così come è bene spiegare che la contrazione del debito pubblico provocherà stagnazione, mentre l'estensione del debito sovrano per stimolare l'economia farebbe di nuovo circolare moneta che dovrebbe servire a produrre le due uniche realtà di cui l'economia reale ha bisogno oggi: lavoro e merci."

Questo è stato detto molto recentemente non da Bertinotti, ma bensì da Cristhina Romer. Strafamosa economista, che è stata anche consulente di Obama fino al 2009. Non so se lo è ancora. Io non so...ma a me pare che l'economia è sempre più come la formazione della nazionale...Tutti hanno la loro ricetta, e l'allenatore non è che sia uno scienziato proprio...è uno degli amici del bar che è stato molto più fortunato degli altri. Ma come?!? Fare ancora debito?!? La ricetta della Romer è facciamo un altro po' di debiti?!? Ma siamo già al 100Sònamadonna% del PIL!!! Ma dove vogliamo arrivare?? Vogliamo fare come il Giappone che è arrivato al 200%??

C'era una volta un trattatello europeo che diceva: "Attenti ragazzi, se non volete essere mangiati dal lupo cattivo della speculazione finanziaria, o semplicemente dai quei cattivoni che non si fidano di un paese che produce belle scarpe e avvocati, dovete tenere il debito al 60% del Pil!"
Ma nessuno ascoltò il trattatello e tutti fecero bei debiti sovrani, perchè è tanto innocuo e divertente!

mercoledì 7 dicembre 2011

Diritti d'autore

Probabilmente non c'è più nessuno che legge questo blog.
Fatto sta che io sto lavorando, quindi non ho niente da fare. E non saprei dove altro postare questa roba. La tematica è il diritto d'autore (stiamo quindi parlando di opere d'arte), in cui mi imbatto spesse volte. Ora io sinceramente penso che il diritto d'autore sia qualcosa che non deve esistere e che non vada tutelato o almeno non nel modo in cui è tutelato oggi. Sto cercando gruppi di persone, movimenti, pensatori che condividano questa cosa, ma mi sembra che siano introvabili. Ora, noi siamo liberali. O almeno spero che sia così...avendo avuto un'educazione marxista-leninista alla facoltà di economia di Siena non potremmo che essere liberali. Io capisco che ci stanno simpatici gli artisti, i musicisti, i teatranti e i cazzoni in generale poichè spesso sono alcolizzati cronici, proprio come noi. Ma noi dovremmo cercare di promuovere la diffusione dell'arte e la socialità che l'arte può promuovere. Per esperienza personale, il pagamento dei diritti alla S.I.A.E (Società italiana degli autori ed editori) è il maggior motivo di stroncamento delle iniziative di concerti di musica dal vivo. Io trovo questo fatto sconcertante. Non solo, sto organizzando un spettacolo di beneficenza a teatro, uno dei tanti caratteristici storici teatrini italiani, piccolissimo e di una bellezza struggente. Questi teatri hanno capienze molto limitate e il pagamento dei diritti S.I.A.E. è uno dei fattori che concorrono ad ammazzare la stagione teatrale, nei piccoli comuni dove ciò potrebbe rappresentare un momento sociale importantissimo. Il dover pagare il diritto d'autore non incentiva a produrre opere originali, quello che fa nella realtà è stroncare sul nascere la maggior parte degli eventi artistici possibili di esibizione al pubblico, nei locali, nelle piazze, nei teatri...rendendo morta la vita delle città, soprattutto quelle più piccole, i paesi e le città di provincià, che sono quelle che più necessitano di stimoli in tal senso. Ora io penso che dovrebbe cambiare il modo di vedere i prodotti artistici. Scrivere una canzone, un'opera teatrale, una poesia un racconto, è qualcosa di bello se quel qualcosa viene donato alla collettività. Noi non ci dobbiamo preoccupare della vita degli artisti, l'artista non è una professione che dobbiamo preoccuparci di salvaguardare. Sono le rappresentazioni artistiche nella comunità ciò che dobbiamo salvaguardare, e la vita delle città. La mia idea è che in ogni rappresentazione al pubblico non originale (musicale, teatrale, etc..), vi sia solamente un obbligo di citazione degli artisti che hanno prodotto l'opera, pena una multa per ogni riferimento non citato. In sostanza: voglio mettere su un movimento per fare abolire il pagamento del diritto d'autore nelle rappresentazioni al pubblico e, sì, c'è conflitto d'interesse. Nessuno leggerà mai questa cosa, ma intanto ho passato una mezzoretta di lavoro. Ciao, belli e belle!

giovedì 24 febbraio 2011

Steve Jobs-Letter to customers

Credo sia un buon esempio, una buona lezione di Industrial Organisation. E` la lettera ufficiale mandata da Steve Jobs a tutti quei clienti che si erano lamentati del fatto che il prezzo dell` IPhone fosse calato di 200$ poco dopo il lancio del prodotto (esiste un aggettivo per questi consumatori credo..).

To all iPhone customers:

I have received hundreds of emails from iPhone customers who are upset about Apple dropping the price of iPhone by $200 two months after it went on sale. After reading every one of these emails, I have some observations and conclusions.
First, I am sure that we are making the correct decision to lower the price of the 8GB iPhone from $599 to $399, and that now is the right time to do it. iPhone is a breakthrough product, and we have the chance to 'go for it' this holiday season. iPhone is so far ahead of the competition, and now it will be affordable by even more customers. It benefits both Apple and every iPhone user to get as many new customers as possible in the iPhone 'tent'. We strongly believe the $399 price will help us do just that this holiday season.
Second, being in technology for 30+ years I can attest to the fact that the technology road is bumpy. There is always change and improvement, and there is always someone who bought a product before a particular cutoff date and misses the new price or the new operating system or the new whatever. This is life in the technology lane. If you always wait for the next price cut or to buy the new improved model, you'll never buy any technology product because there is always something better and less expensive on the horizon. The good news is that if you buy products from companies that support them well, like Apple tries to do, you will receive years of useful and satisfying service from them even as newer models are introduced.
Third, even though we are making the right decision to lower the price of iPhone, and even though the technology road is bumpy, we need to do a better job taking care of our early iPhone customers as we aggressively go after new ones with a lower price. Our early customers trusted us, and we must live up to that trust with our actions in moments like these.
Therefore, we have decided to offer every iPhone customer who purchased an iPhone from either Apple or AT&T, and who is not receiving a rebate or any other consideration, a $100 store credit towards the purchase of any product at an Apple Retail Store or the Apple Online Store. Details are still being worked out and will be posted on Apple's website next week. Stay tuned.
We want to do the right thing for our valued iPhone customers. We apologize for disappointing some of you, and we are doing our best to live up to your high expectations of Apple.
Steve Jobs
Apple CEO 

venerdì 24 dicembre 2010

Proposta per le vacanze

Cari tutti
economissimi e venditori di almanacchi
costruttori di favole ed esploratori di iperpiani

anzitutto un saluto a tutti ed in particolare a chi non vedo da tanto
(francesco, marco, dario, claudio . . . )
sperando che stiate tutti bene e che sana follia vi accompagni

mi permetto di girar loro una proposta scaturente da un'interessante chiacchierata con Francesco Molteni:

Dato che molti di noi fieri economisti cresciuti all'ombra del chiostro di San Francesco siam ormai sparsi in Europa (tranne me che sono sempre qui nella conca senese a controllare che tutto vada male come previsto), essendo di conseguenza esposti a stimoli ed informazioni (si spera) di varia natura, potrebbe risultare utile creare una piattaforma che consenta lo scambio di informazioni potenzialmente utili alle attività di ricerca di ognuno.
Mi spiego meglio.
Le informazioni circa le call for papers, i workshop, le summer school, piuttosto che le info circa nuovi argomenti incontrati e che hanno suscitato interesse, potrebbero essere condivisi su una piattaforma comune. Sicuramente questo potrebbe consentirci di godere delle tanto (de)cantate esternalità di rete. Già solo venire a conoscenza delle call for papers sarebbe estremamente positivo. Se ne organizzano veramente tantissime, ma le info non sono mai così facilmente reperibili..
Inoltre potrebbe essere molto utile inserire un profilo più dettagliato di ciascuno, con gli interessi di ricerca, in modo da poter eventualmente seguire i nostri reciproci progressi (hope so) ed eventualmente creare sinergie su interessi convergenti..
Insomma, visto che ci conosciamo, abbiamo studiato insieme, sarebbe bello ed utile creare una rete in cui aiutarsi a vicenda e mantenere i contatti.
Poi potrebbero uscirne lavori fatti insieme, paper a 2, 4, 6 mani, concerti per archi, cene (quelle sicuro..) e vino a fiumi...
Credo l'idea sia in continuità con quella originale del blog, che poi si è un po' sgonfiato perchè non è affatto facile trovare tempo per scrivere un post con un minimo di serietà.
L'idea di una piattaforma in cui scambiarci informazioni mi sembra più fattibile. Che ne pensate?
Io non saprei come fare, date le mie scarse capacità informatiche, ma qualcuno ha idea di come fare eventualmente?

aspetto vostre reazioni!!

intanto baci e buone (meritate) vacanze a tutti

nessun augurio di natale, perchè Gesù mi ha appena comunicato che non ha più voglia di rinascere ogni anno in una stalla per compiacere qualche religioso proselitista e danaroso!
é pertanto in sciopero insieme ai ricercatori, di cui condivide Passioni e sentimenti molto più che con togati e dorati sacerdoti della peggior razza.

"Guai a voi, perchè avete tolta la chiave della Scienza: voi medesimi non siete entrati, ed avete impediti coloro che entravano!" Luca, cap. 11, v. 52

pace e amore

giovedì 16 dicembre 2010

un saluto a tutti voi bellissimi sparsi per l'Italia e l'Europa,
vi adoro senza riserve.
.........................................ed un caloroso abbraccio!
siiii cazzzoooo

ps. non ho nessun argomento economico in testa da discutere con voi da diversi mesi, se mai ne avessi avuto uno..
ma abbiamo qualcoso di più profondo che ci unisce.......la passione per il Brunello!

lunedì 6 settembre 2010

Le donne reggono il mondo

Buongiorno a tutti!

Finiti gli esami, concluse le vacanze ed il meritato riposo estivo, in procinto di ricominciare master, dottorati, ricerche, corsi universitari ecc...vorrei augurare a tutti voi un buon nuovo inizio suggerendovi un libro che sto leggendo, che forse alcuni di voi già conoscono e davanti al quale probabilmente altri storceranno il naso, ma che mi sembra uno spunto molto interessante per provare a guardare con occhi diversi e iniziare a ripensare il modo di studiare l'economia che ci hanno finora insegnato all'università e sulle c.d. "riviste scientifiche"

Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l'economia
a cura di Elena Sisti e Beatrice Costa
ed. Altreconomia


"Le donne reggono il mondo. Lavorano più degli uomini, si fanno carico del
“welfare domestico” quotidiano, gestiscono l’economia e il denaro con più
lungimiranza, in situazioni di crisi, in casa o nella propria azienda. Eppure in
tutto il mondo guadagnano meno e sono meno rappresentate nelle istituzioni, nei
Parlamenti e nei consigli d’amministrazione delle imprese. Queste pagine sono un
punto di vista, diverso e plurale, per comprendere i motivi di tali
diseguaglianze e “cucinare” un futuro diverso. 12 conversazioni per dare voce
alle intuizioni di esperte e studiose le cui opinioni spesso si perdono tra
quelle gridate degli uomini e che raccontano un’altra economia, fatta non solo
di profitti, ma di relazioni, di cura delle intuizioni, di attenzione alle
prossime generazioni. L’economia, il welfare, il lavoro, le leggi e la tutela
dei diritti, l’accesso al cibo, i cambiamenti climatici, l’urbanistica in una
prospettiva di genere e nelle parole di Simona Beretta, Marina Terragni, Ann
Pettifor, Monica D’Ascenzo, Manuela Naldini, Francesca Bettio, Paola Villa,
Beatrice Costa, Liana Ricci, Silvia Macchi e Stefania Scarponi".

Buona lettura a tutti gli uomini (che, credo, siano in maggioranza anche in questo blog!), perchè non perdano di vista il lato "femminile" dell'economia, e a tutte le donne, perchè non si arrendano nel valorizzarlo.

martedì 18 maggio 2010

CEeS: beni contingenti e aumento del benessere dei consumatori

L’ingresso dei prodotti del CEES nei mercati dei paesi importatori lo possiamo vedere come la creazione di un mercato di beni contingenti: come due arance identiche che si trovano in luoghi diversi o in tempi diversi vengono considerati beni diversi, o come una vacanza al mare con il sole o con la pioggia vengono considerati beni diversi, così anche 2 pacchetti di caffè o 2 barrette di cioccolato li possiamo considerare beni diversi se la loro produzione viene realizzata secondo standard ambientali e sociali diversi. Il CEES amplia così la gamma delle scelte dei consumatori introducendo un nuovo genere di beni contingenti. Per vedere come questo fa aumentare il benessere dei consumatori prendiamo un semplice grafico con due beni sugli assi: dello stesso tipo ma uno tradizionale e uno del CEES; mettiamo un vincolo di bilancio corrispondente alla quota di reddito scelta dal consumatore per quel tipo di bene e ipotizziamo che il rapporto tra i prezzi sia di poco maggiore di uno (è spesso così ma non sempre). Possiamo notare che gli unici individui la cui utilità non aumenta sono quelli che considerano i 2 beni perfetti sostituti. Per tutti quelli che, come argomento nella funzione di utilità, hanno anche l’eticità del prodotto comprato (con incidenza anche piccola sull’utilità stessa), il benessere non può che aumentare. Se prendiamo infatti una “normale” serie di curve di indifferenza vediamo che l’introduzione del bene del CEES permette ai consumatori di stare su una curva di indifferenza più alta. Che questi consumatori esistano è testimoniato dal fatto che il CEES ha già un certo mercato. Dobbiamo poi sottolineare che i consumatori di prodotti del CEES sono la quota di consumatori, che hanno quel tipo di preferenze, non del totale dei consumatori, ma solo di quelli che lo conoscono, ne sanno riconoscere i prodotti e hanno la possibilità di acquistarli senza sostenere costi troppo alti (come trasporto e tempo per andare a trovarli lontano da casa). Il CEES consente quindi di ridurre il fenomeno dell’incompletezza dei mercati e consente ai consumatori di soddisfare in modo più ampio le preferenze.