martedì 27 aprile 2010

"Ritorni al Futuri" parte ...-esima.

Riporto un titolo che mi ha colpito, perché riguarda una situazione che, da economista in erba, mi scuote abbastanza: un paese dell'Eurozona rischia il default, e altri paesi si trovano in una situazione analoga. Come ormai sappiamo, le aspettative giocano un ruolo fondamentale e creano potenziali circoli viziosi 'autorealizzanti', un po' come quando si studiavano le politiche deflazionistiche sul Blanchard a macroeconomia base.

Quello che mi chiedo è: le aspettative si basano sull'informazione, questa è spesso elaborata da soggetti tutt'altro che super partes, come le agenzie di rating: ho evidenziato il testo in corsivo di quest'articolo (toni quasi da giallo...), e come promesso riporto parte di un breve essay che ho scritto sulla crisi 2007 - 2009 (chiamata così anche se ci stiamo ancora dentro): anche qui uno dei punti fondamentali è il ruolo delle agenzie di rating, che avevano interessi non di poco nella commercializzazione dei CDOs...

L'articolo:


Grecia/ Vaciago: Grecia è già fallita, iniziata la fine dell'euro

"Risparmiatori italiani hanno pochi titoli greci in portafoglio"

postato 4 ore fa da APCOM

Roma, 27 aprile (Apcom) - La Grecia è già tecnicamente fallita e quello che sta accadendo segna la fine dell'euro. Dall'economista Giacomo Vaciago arriva un giudizio pesante sulla vicenda della crisi greca che oggi ha visto il declassamento del rating di Atene da parte di Standard & Poor's e suona il 'de profundis' per la moneta unica ma non vede rischi per i risparmiatori italiani perché, dice, non dovrebbero avere titoli greci in portafoglio.

"Le agenzie di rating - commenta ironicamente - sono bravissime, leggono i giornali e capiscono cosa succede. La Grecia è fallita una settimana fa quando i suoi tassi hanno raggiunto il 10%: a quei tassi nessun Paese oggi è in grado di ripagare il debito. Che se ne sia accorta anche Standard & Poor's fa piacere, meglio tardi che mai".

Secondo l'economista, interpellato da Apcom, "in crisi c'è l'euro non solo Atene. E' la prima volta che va in default un Paese che ha il debito estero in euro e la cosa è grave perchè vuol dire che è venuta meno la fiducia sull'euro come una moneta buona in se e che un debito in euro era buono come la Germania. Si è rotto il mito che l'euro fosse l'equivalente del marco tedesco".

"A questo punto - sottolinea l'economista - è iniziata la fine dell'euro. Quanto ci metterà questo processo non lo so. L'euro in questi ultimi tempi è diventato una cosa che non aiuta a risolvere i problemi: allora prima finisce meglio è per tutti. Se i 16 governi che lo fanno non sono capaci di risolvere un problema banale come quello della Grecia è meglio che andiamo tutti a casa. Se i 16 assieme non riescono a risolvere un problema come quello allora è meglio che la smettiamo di essere 'in Unione' gli uni con gli altri. Non siamo stati capaci - insiste - di dire una cosa con la stessa voce. Questo significa che il dibattito tra governi non sta bene. I governi servono a decidere e non a discutere; siamo stati sei mesi a discutere. Ma l'Ue - si chiede - è diventato un circolo di cultura, una società di intellettuali?". Alla domanda su un eventuale speculazione da parte delle stesse agenzie di rating, Vaciago fa quindi notare: "la speculazione già c'era ma non l'ha fatta Standard & Poors'".

Quanto ai possibili rischi per i risparmiatori italiani, Vaciago osserva: "A me risulta che non hanno titoli greci. I risparmiatori italiani si fidano più del loro governo che degli altrui governi, per cui ci sono molti meno rischi".


da "Virgilio notizie":


http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/4_eprile/27/grecia_vaciago_grecia_e_gia_fallita_iniziata_la_fine_delleuro,24053091.html


E questo l'indirizzo all'essay, non l'ho più ricorretto, avrei voluto farlo ma sto cadendo dal sonno e mi c'èvoluta mezz'ora per trovare un free hosts... Notare come anche qui un 'compito pubblico' (rating) sia stato distorto da incentivi perversi verso il profitto di breve periodo legato ai famosi superbonus...


http://sites.google.com/site/signorgabers/EC3202Assignment-Blog.doc?attredirects=0&d=1


A presto cari!


Gabri.


P.S.: spero il nuovo layout piaccia, ho messo anche una foto che feci l'altro giorno a Siena, almeno caratterizziamo un po' questo blog! Lo so, sono uno smanettone... fatemi sapere e suggerite!


2 commenti:

  1. Il problema è tutto politico. L'anno scorso la California stava fallendo e il suo PIL è quasi pari all'Italia (molto più della Grecia). Nessuno ha parlato della crisi del dollaro.

    L'integrazione è ancora lontana, manca la fiducia. Alcuni paesi europei non si fidano di altri e dare un assegno in bianco alla Grecia avrebbe creato il solito problema di incentivi. Altri paesi (mediterranei) potrebbero allentare la disciplina fiscale, tanto ci pensano i paesi bravi e diligenti (nord europei).

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  2. Ne parlavamo ieri con un amico Germanese a proposito dell'energia pulita (anche se il discorso era leggermente diverso): Il problema non è ex post, ma ex ante. Quello che dici è stragiusto, ma non si può cercare di migliorare la struttura che sta alla base delle miriadi di transazioni fra gli agenti? Manca l'intelaiatura dell'economia spesso, l'economia moderna è sempre stata fatta su fondamenta di sabbia.

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